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IL CONTRATTO DI PRESTITO


Il contratto di prestito consiste nell’accordo con cui un soggetto si impegna a consegnare una determinata somma di denaro ad un secondo soggetto che si impegna a restituirla a determinate condizioni.
In quanto contratto, è fonte di obbligazioni ed ha un contenuto patrimoniale.
Con la sottoscrizione del contratto di prestito viene formalizzata la richiesta di finanziamento tra il richiedente e l’istituto o banca erogatrice. E’ necessaria la duplice copia.
Esso dovrà contenere: i dati anagrafici del richiedente, il suo stato civile, professione e livello di reddito, le condizioni del finanziamento, le garanzie e la sottoscrizione di un’eventuale copertura assicurativa.
Indispensabile, l’indicazione della modalità del rimborso del prestito (tramite bollettini postali a tramite RID bancari o postali), l’autorizzazione al trattamento dei propri dati personali da parte della società finanziaria, ai sensi di legge, ai fini dell’espletamento dell’incarico.
Nel testo dell’accordo, vengono poi precisate le condizioni generali del finanziamento: TAEG, TAN, le sanzioni contrattuali per i casi di insolvenza o di estinzione anticipata, eventuali condizioni assicurative, la possibilità di cessione del contratto a terze società.
Come già detto, si allega inoltre l’informativa sulla privacy.

L’intero contratto finanziario dovrebbe essere improntato al rispetto delle regole di trasparenza specifiche, la mancanza delle quali potrebbe dar luogo alla nullità dello stesso.
Trasparenza significa che il tasso di interesse praticato dovrà essere ben chiaro, così come l’ammontare del finanziamento, importo, numero e scadenza di ogni singola rata.
In generale, negli ultimi anni, il tasso d’interesse legale è stato fissato al 5% ma, in virtù della libera autonomia delle parti, ogni istituto finanziario dispone di un certo grado di flessibilità per potersi accordare (con vincolo di forma scritta) con il contraente ad un tasso più elevato.

Ai sensi dell’art. 644 c.p. Così come modificato dalla legge n. 108 del 1996, il tasso di interesse indicato nel contratto non deve superare il tasso limite legalmente determinato dal governo: contravvenire a quest’obbligo potrebbe significare commettere reato di usura.
La forma dell’atto deve essere scritta poiché nessuna somma di denaro può essere richiesta o addebitata se non sulla base di chiare condizioni contrattuali.

Federica Ferri

MUTUI E PRESTITI: quale differenza?


Prima di richiedere finanziamento capita spesso di considerare l’alternativa fra mutuo e prestito. Entrambi prevedono l’erogazione, da parte di un ente finanziatore, di un capitale che dovrà essere restituito con cadenza rateale stabilita al momento della sottoscrizione del contratto.
Quanto ai requisiti per ottenere il finanziamento, i prestiti non necessitano in genere di garanzie reali.
Al contrario, il mutuo richiede notevoli garanzie, ad esempio l’ipoteca, che attribuisce al creditore un diritto di prelazione sul bene, a tutela del rischio di insolvenza da parte del debitore. Se, dunque, il contraente non facesse fronte al debito, il creditore potrebbe rivalersi attraverso il ricavato della vendita del bene oggetto di mutuo.
Diverse sono le funzioni socio-economiche dei due istituti.
Il mutuo permette l’acquisto di un’abitazione o la sua ristrutturazione, riferendosi in linea di massima ad importi piuttosto alti e sviluppandosi nel medio-lungo periodo.

Il prestito oggi riguarda soprattutto cifre inferiori e viene spesso destinato all’acquisto di un’automobile.
Le concessionarie sono particolarmente propense a consigliare soluzioni di pagamento rateale e su misura per ogni cliente, poiché possono contare sul guadagno delle provvigioni derivate dall’intermediazione del prestito.
Se si prova ad analizzare l’atteggiamento delle persone, è facile notare come vi sia una paura generalizzata e diffusa nei confronti dei mutui, tema diventato molto caldo sui media, creando ansia e paura.
A ben guardare, tuttavia, si tratta per molti aspetti di una paura ingiustificata.
Essendo, infatti, il mutuo regolamentato da una normativa europea si configura come uno strumento (se conosciuto) sicuro, senza contare che la banca non può richiedere indietro il denaro quando vuole come avviene per un prestito.

Trasparenza e flessibilità che si spingono fino a poter trasportare il mutuo da una banca a un’altra a zero spese completano il profilo di questo tipo di finanziamento.
Quanto ai tassi di interesse quelli del mutuo appaiono circa dimezzati rispetto a quelli del prestito.
Resta il fatto che nel primo caso si tratta di un prestito ipotecario e che quindi si dà la casa in garanzia, ma la legge non lascia di certo privi di strumenti di tutela (confische) gli enti che si espongono concedendo prestiti.

Federica Ferri